La virtù del coachee Siddharta

Tra le virtù del barcaiolo questa era una delle più grandi: sapeva ascoltare come pochi. Senza che egli avesse detto una parola, Sid­dharta parlando sentiva come Vasuveda accogliesse in sé le sue pa­role, tranquillo, aperto, tutto in misurata attesa, e non ne perdesse una, non ne aspettasse una con impazienza, non vi annettesse né lode né bia­simo: semplicemente, ascoltava. Siddharta sentì quale fortuna sia im­battersi in un simile ascoltatore, affondirela propria vita nel suo cuore, i propri affanni, la propria ansia di sapere.
«Ti ringra­zio», disse Siddharta «ti ringrazio e accetto. E ti ringrazio anche d’avermi ascoltato così bene! sono rari gli uomini che sanno ascol­tare e non ne ho mai incontrato uno che fosse così bravo come sei tu.
Anche in questo avrò da imparare da te». «Imparerai anche que­sto», disse Vasuveda «ma non da me. Ad ascoltare mi ha insegna­to il fiume, e anche tu imparerai da lui. Lui sa tutto, il fiume, tutto si può imparare da lui.
Vedi, anche questo tu l’hai già imparato dal­l’acqua, che è bene discendere, tendere verso il basso, cercare il pro­fondo. Il ricco e splendido Siddharta diventa garzone al remo, il dot­to Brahmino Siddharta si fa barcaiolo: anche questo te l’ha detto il fiume. E anche il resto lo imparerai da lui».

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